Lettera aperta ai Confidi
aprile 2011
Egregio Dottore / Gentile Dottoressa,
due sono le cose che mi hanno colpito in questi ultimi giorni: un articolo sul Corriere della Sera del 16 aprile di Michele Salvati e il convegno sui Confidi che abbiamo organizzato il 15 aprile a Milano. L'articolo cita un brano molto significativo di un romanzo del 1845 di Benjamin Disraeli che dice "Due nazioni tra le quali non c'è rapporto e simpatia; che sono così ignoranti dei costumi, dei pensieri, dei sentimenti l'una dell'altra come se abitassero in diverse zone o addirittura in diversi pianeti: i ricchi e i poveri".
Questa citazione mi ha sorpreso mentre cercavo di porre ordine ai numerosi stimoli ricevuti dalle diverse relazioni del convegno che Res ha organizzato a Milano su "CONFIDI MAGGIORI E MINORI: governance, struttura, mercato" e mi ha colpito l'intervento del prof. Luca Erzegovesi che addirittura ha presentato un modello di sviluppo dei Confidi da lui elaborato più di 5 anni fa e che in tutto questo periodo è stato completamente disatteso ma che è di un'attualità, di una forza che non ha precedenti.
Il disagio che è uscito da tutti i relatori (di tutte le estrazioni) e che mi ha fatto pensare al romanzo di Disraeli è che i mondi completamente diversi non sono due, ma decine, se non centinaia.
Mi spiego meglio. Le istituzioni che a titolo diverso ruotano attorno all'attività dei Confidi sono banche, imprese, associazioni di imprese, mediatori creditizi dove apparentemente nessuno sembra sapere dell'altro, quasi appartenessero a un altro mondo. E si erigono steccati, barriere, per conservare caratteristiche quasi corporative. Ma addirittura solo per i Confidi abbiamo: confidi maggiori e confidi minori, confidi che seguono small business e altri che seguono medie imprese, confidi di origine imprenditoriale e di origine associativa. E fra questi ultimi: associazioni che fanno riferimento ad artigiani, a commercianti, a industriali o addirittura a piccole associazioni locali. Guelfi e Ghibellini sono niente al confronto!
E ciascuno si ritiene di essere migliore degli altri continuando ad erigere muri ed a costruire ed esigere una lealtà specifica ad ideologie, metodologie e fazioni a discapito di un rispetto universale ad un sistema che - fatto rete - porterebbe sviluppo e benessere per tutti. È la caratteristica tutta italiana del dividere invece che unire, del creare più partiti anziché partecipazione condivisa, fondare "ditte individuali " invece che network.
Tutti i relatori intervenuti in rappresentanza dei più grossi confidi nazionali e delle istituzioni hanno espresso preoccupazione per questo mercato che, nonostante la rapidissima evoluzione, stenta a trovare un modello di sviluppo consono - anzi - compliance - con il mercato, con le autorità di vigilanza, con la società.
Tra l'altro alcuni numeri sono significativi... le cifre recitano che in Francia esistono 3 confidi, in Germania 20, in Italia 557. Che degli oltre 25 miliardi di garanzie emesse l'82 % viene emesso dai 55 confidi 107. Il restante 18 % dai restanti 500.
Dato eclatante: i primi 10 confidi italiani emettono il 54 % delle garanzie e i primi due il 32 %.
In questa situazione necessita, anzi si impone un cambiamento radicale sostenuto da una visione di sistema che sia in grado di inventarsi nuove formule basate su una comunità di interessi, una condivisione di risorse, una equa ripartizione della ricchezza tra tutti gli attori del mercato. Non una semplice deriva verso fari di cambiamento solo dimensionale o normativo, ma un superamento dei confini, un abbattimento delle barriere, una prossimità all'impresa che favorisca il reale sviluppo di tutti quanti partecipano al business.
Questo, in sintesi , è quanto emerso dal convegno che RES ha organizzato a Milano il 15 aprile e come ha sottolineato il prof. Luca Erzegovesi, occorre un cambiamento di paradigma, fare rete o filiera di imprese. La severa legislazione in fieri che vede i confidi iscritti o coscritti in un nuovo albo favorirà certo questo, ma senz'altro non indicherà modelli di sviluppo, competenza esclusiva di tutti gli stakeholders di questo mercato.
Grazie per l'attenzione.
Amministratore Delegato RES srl



I CONFIDI MAGGIORI E MINORI, governance, struttura, mercato
I CONFIDI MAGGIORI E MINORI, governance, struttura, mercato
EGO OPEN HOUSE